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Andare in barca, oltre che essere estremamente bello, può essere anche educativo.

I bambini che frequentano un corso di vela imparano innanzitutto i tecnicismi, dal meteo al senso dell’orientamento, ma sviluppano anche aspetti molto positivi del proprio carattere. Ecco quali!

Fiducia in sè stessi

Non c’è nulla di paragonabile al timonare la propria “bagnarola” da bambini. Andare in bici è una cosa. Manovrare abilmente una barca è tutt’altro, niente come la vela aiuta nell’acquisire fiducia in sè stessi!

Tenacia

Avete mai regatato su Optimist in inverno? Forse la temperatura è simile a quella che potete incontrare sulle piste da sci, ma non potete infilarvi in un rifugio per prendervi una cioccolata calda o un hamburger in mezzo al mare! I piccoli marinai sono tenaci, non si lamentano e di solito, a regata terminata, si preoccupano prima di mettere a posto la barca che di scaldarsi, asciugarsi e cambiarsi.

Responsabilità

Prendere il timone responsabilizza il bambino (sia esso un regatante o un semplice velista per diletto) poiché ad azione corrisponde reazione. Una responsabilizzazione che difficilmente potrà aver luogo in altri ambiti prima di prendere la patente di guida.

Coraggio

I piccoli marinai si spingono oltre la loro naturale soglia di timore. La maggior parte dei bambini sono terrorizzati dallo scuffiare prima di aver provato l’esperienza della scuffia. Altri sono impauriti dai venti forti: ma alla fine superano i loro timori. È compito degli istruttori tenere sotto controllo la situazione, ma alla fine spetta al bambino sconfiggere le proprie paure.

Pazienza

Aspettare il vento che non arriva in mezzo al mare richiede un’altissima dose di pazienza. Spesso in una regata di due giorni si naviga per un’ora e mezza in totale: aspettare le giuste condizioni meteo fa parte della vela, i bambini lo accettano. Una squadra di calciatori 12enni, se dovesse far trascorrere due giorni per giocare 90 minuti come reagirebbe?